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Il Salento |
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La Puglia |
La Puglia è una regione dell'Italia Meridionale di 4 milioni di abitanti, con capoluogo Bari. Confina a ovest col Molise, la Campania e la Basilicata, a sud col Mar Ionio ed a est e nord col Mar Adriatico.
Il turismo è molto sviluppato grazie alle incantevoli spiagge del Gargano, delle Isole Tremiti, del Salento. L'unicità architettonica della Valle d'Itria, l'importanza di Bari e della fiera del Levante per il turismo d'affari. Inoltre la regione è ricca di resti delle popolazioni che la abitavano in passato come i contadini che 5 secoli fa hanno costruito i trulli.
La cucina pugliese si caratterizza soprattutto per il rilievo dato alla materia prima, sia di terra che di mare, e per il fatto che tutti gli ingredienti sono appunto finalizzati ad esaltare e a non alterare i sapori base dei prodotti usati.
Pertanto si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dal fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare pastura che si rinviene lungo le sue coste, e dalle polle di acqua dolce che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo.
Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle provincie di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.
Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.
Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne di cavallo", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze" o la "tiella di patate, riso e cozze".
I piatti più diffusi sono comunque riprodotti nei vari ricettari in circolazione, mentre sarebbe opportuno far emergere alcune delle vecchie ricette ormai non più praticate, per il notevole impegno che richiedono, ma che, se non trascritte da qualche parte, potrebbero andare perdute.
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Località
del Salento
Santa Maria di Leuca |
Santa Maria di Leuca è uno dei vertici ideali del Salento, insieme a Lizzano (TA) e il Pilone (BR), di cui rappresenta la propaggine più meridionale. È amministrativamente divisa fra il comune di Gagliano del Capo per la parte ove è ubicato il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, e il comune di Castrignano del Capo per la parte che comprende il porto e Punta Ristola, dove si incontrano le acque del Mar Adriatico e del Mar Ionio.
Poco fuori Punta Ristola a 85 metri sotto il livello del mare giace lo scafo del sommergibile oceanico italiano "Pietro Micca" affondato durante la seconda guerra mondiale, col suo equipaggo di 58 marinai.
Località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite in vari stili per la maggior parte dall'architetto Ruggeri e che negli ultimi anni sono state spesso sottoposte a lavori di ristrutturazione. Verso la fine del 1800 si contavano, per la precisione, 43 ville, molte delle quali oggi in disuso o con grandi trasformazioni rispetto al passato. Tra le ville più caratteristiche e meglio conservate si ricordano: - Villa Daniele - Villa Mellacqua - Villa "La Meridiana" - Villa Loreta Stefanachi - Villa Episcopo - Villa Colosso - Villa Arditi |
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Gallipoli |
Gallipoli è un comune di circa 21.000 abitanti della provincia di Lecce. Si affaccia sul mar Ionio, sulla costa occidentale della penisola salentina. La città di Gallipoli si divide in due parti, il Borgo ed il Centro Storico. Il Borgo sarebbe la parte moderna della città, che conprende tutte le nuove costruzioni, come ad esempio il palazzo di vestro (chiamato anche Grattacielo). Il Centro Storico, invece, si trova su un' isola di origine calcarea, collegata alla terra ferma attraverso un ponte formato ad archi, percorrendo il ponte, è possibile raggiungere sia la parte antica della città, sia il porto mercantile. |
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Otranto |
Òtranto è un comune di 5.273 abitanti in provincia di Lecce. Comune della penisola Salentina. Il capo omonimo è il punto posto più a oriente d'Italia.
Otranto fu centro bizantino e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nel 1480 fu espugnata dai turchi che fecero strage della popolazione distruggendo tra l'altro anche il Monastero di San Nicola di Casole (poco a Sud di Otranto); Monastero in cui monaci basiliani avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora occidente oltre ad aver istituito la prima forma di college nella storia (ragazzi da tutta Europa qui venivano a studiare). Fu uno di questi monaci (Pantaleone) l'autore del monumentale mosaico pavimentale (il più grande in Europa) contenuto nella cattedrale. I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi nelle migliori biblioteche d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino a Mosca.
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Lecce |
Lecce (dal latino Lupiae) è un comune con 91.570 abitanti, capoluogo provinciale della penisola salentina, gemellato con la città spagnola di Murcia.
La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse Sybar, città messapica, che, dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III sec. a.C., latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da ”statio militum“ (stazione militare) a ”municipium“ (comunità cittadina affiliata a Roma) .
Conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell’Imperatore Marco Aurelio.
Il nucleo cittadino si poi spostò di circa 3 Km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo). Dopo una breve parentesi dei Greci, fu saccheggiata da Totila, re ostrogoto,e nel 542 e nel 549 rimase sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente per cinque secoli. Successivamente, dal VI secolo d.C. in poi, si avvicendarono i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi. Fu la conquista Normanna a far rinascere Lecce, quale centro commerciale, ed estese il suo territorio sino a diventare capoluogo del Salento. Infatti, il primo conte di Lecce fu Tancredi, che era il figlio del Duca Ruggero di Puglia ed anche Re delle due Sicilie. Ai Normanni seguirono gli Svevi e gli Angioini. A partire da Goffredo d'Altavilla (1053) i conti normanni vi tennero corte.
Dal 1463 fu soggetta al Regno di Napoli sotto la monarchia aragonese sotto Ferrante d'Aragona, che trasformò Lecce in ”Sacro Regio Provinciale Consiglio Otrantino“ facendole acquistare sempre più importanza fino a divenire una delle più ricche e culturalmente vive città mediterranee, con il suo fastoso barocco.
In questo periodo si sviluppò nei traffici commerciali coi mercanti fiorentini, veneziani, greci, genovesi, albanesi; e fu importante centro culturale. Nel XV secolo ebbero particolare fortuna le sue attività commerciali. Nei due secoli seguenti il Salento fu a più riprese minacciato dalle incursioni turche, tanto che sotto il regno di Carlo V la Città fu dotata di una nuova cinta muraria e di un Castello e l’attuale Porta Napoli. Il 1630 fu l’anno in cui si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. In epoca spagnola la città si trasformò in un vero e proprio cantiere a cielo aperto, per le tante opere civili e religiose, che privati, clero, congregazioni ecclesiastiche, si danno da fare per erigere; in un crescendo di opere sempre più belle ed importanti.
Una tremenda epidemia di peste funestò Lecce nel 1656. Migliaia furono le vittime, la tradizione narra che dopo tanta attesa avvenne il miracolo per intercessione di Sant'Oronzo, che così fu proclamato patrono della Città.
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